Camelia giapponese

La camelia giapponese

Camellia japonica – Theacee

Tipo: arbusto da fiore
Origine: Cina, Giappone
Adatta per: terrazzo, giardino
Difficoltà di coltivazione: facile

Arbusto di altezza variabile tra 2 e 6 metri che si può allargare da 1,5 a 4,5 metri (più piccola nella coltivazione in vaso, più grande in piena terra), caratterizzata da foglie cuoiose. lucide, verde scuro, ovato-ellittiche, acuminate all’apice. I fiori si formano all’estremità dei germogli laterali. I fiori possono essere bianchi, rosa, rosso porpora e si possono presentare, secondo la varietà, semplici, doppi, semidoppi, a fiore pieno, a fiore di anemone, a fiore di peonia. Fiorisce a primavera.

Fioritura: febbraio, marzo, aprile, maggio
Colore dei fiori: bianco, rosa, rosso

Posizione: luminosa, ma non colpita dal sole. Va bene anche la mezz’ombra.

Temperatura: pianta rustica; non teme il gelo invernale.

Terreno: per acidofile, ricco di sostanza organica, ben drenato.

Irrigazione: regolare durante tutta la bella stagione. Intervenire in inverno solo in caso di prolungata siccità.

Concimazione: tramite concime organico all’inizio della primavera; in vaso, utilizzare concime per piante acidofile ogni due settimane da marzo a settembre.

Potatura: non richiede potature. Dopo la fioritura eliminare i rami secchi.

Moltiplicazione: per talea semilegnosa in estate. Si moltiplica facilmente anche per propaggine.
Semina:
Trapianto/rinvaso: marzo, aprile

Malattie e parassiti: cocciniglia

Note:

Stella di Natale

Stella di Natale

Euphorbia pulcherrima – Euphorbiacee

Tipo: biennale verde
Origine: Messico
Adatta per: appartamento, terrazzo
Difficoltà di coltivazione: delicata

Arbusto nativo del Messico che si presenta con grandi brattee bianche, rosse o rosa che la caratterizzano. I fiori veri, piccoli e giallastri, sono piuttosto insignificanti. Coltivata per decorare la casa durante le feste natalizie, cresce bene anche in piena terra purché il clima non sia rigido. Cresce oltre il metro di altezza e può formare siepi coloratissime. Il nome “Poinsettia” con cui è conosciuta è dovuta a una errata catalogazione botanica.

Fioritura: novembre, dicembre
Colore dei fiori: bianco, rosso, rosa

Posizione: molto luminosa e in inverno anche in pieno sole.

Temperatura: un clima fresco (15-18°C) assicura una fioritura prolungata

Terreno: universale o per piante da fiore

Irrigazione: costante per mantenere il terreno umido.

Concimazione: durante il periodo vegetativo fornire del concime per piante verdi

Potatura: terminata la fioritura tagliare i fusti a pochi centimetri dal terreno. Nella tarda primavera (maggio) la pianta produce nuovi getti.

Moltiplicazione:
Semina:
Trapianto/rinvaso: marzo, aprile

Malattie e parassiti:

Note: Il lattice contenuto nei fusti è urticante.

Per saperne di più

Elleboro

L' elleboro

Helleborus niger – Ranuncolacee

Tipo: perenne da fiore
Origine: Europa centrale e meridionale
Adatta per: terrazzo, giardino
Difficoltà di coltivazione: facile

Noto come “Rosa di Natale”, è un sempreverde alto non più di 30 cm con fiori a coppa di colore bianco con antere dorate oppure rosati. Sboccia a partire da dicembre. Ama una posizione a mezz’ombra e un terreno calcareo, ben drenato e ricco di humus. È un’erbacea perenne che non ama i trapianti.

Fioritura: dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Colore dei fiori: bianco, rosa, rosso

Posizione: al sole in inverno, all’ombra in estate; sotto una pianta caduca è ideale

Temperatura: non teme il freddo e nemmeno la neve

Terreno: leggero, ricco di sostanza organica, anche calcareo, ben drenato

Irrigazione: quanto basta a mantenere il terreno appena umido

Concimazione: al momento del trapianto con composta matura o concime per piante da fiore a lenta cessione

Potatura: togliere i fiori appassiti

Moltiplicazione: per semina in luglio (ma servono tre anni perché fiorisca); per divisione dei rizomi in ottobre
Semina: giugno luglio
Trapianto/rinvaso: ottobre, novembre

Malattie e parassiti: le lumache possono cibarsi dei germogli

Note: i fiori recisi durano a lungo

Choisya ternata

La Choisya

Choisya ternata – Rutacee

Tipo: arbusto da fiore
Origine: Messico
Adatta per: terrazzo, giardino
Difficoltà di coltivazione: facile

Arbusto arrotondato dal portamento aperto, cespuglioso e con fogliame persistente, verde brillante costituito da foglie trifogliate, dentate ai margini e profumate. Predilige le posizioni in pieno sole ma resiste bene anche a temperature basse. In maggio e talvolta anche in autunno produce fiori bianchi di 2-3 cm di diametro posti all’estremità dei fusti e caratterizzati da un profumo dolce simile all’arancio.

Fioritura: maggio, ottobre, novembre
Colore dei fiori: bianco

Posizione: molto luminosa; dal momento che teme le gelate, è bene porla in pieno sole nelle regioni fredde.

Temperatura: ama il calore e teme e gelate prolungate.

Terreno: ordinario, fertile e ben drenato.

Irrigazione: regolare, specialmente nei primi due anni.

Concimazione: primaverile con concime organico

Potatura: non è necessaria una potatura regolare, ma si accorciano i rami troppo numerosi subito dopo la fioritura primaverile.

Moltiplicazione: per talea semilegnosa ad agosto; si lascia irrobustire per i primi due inverni prima di mettere a dimora.
Semina:
Trapianto/rinvaso: aprile

Malattie e parassiti:

Note:

Peonia

La Peonia

La peonia deve il suo fascino alle dimensioni e alla bellezza dei suoi fiori, ma certamente anche alla faciltà di coltivazione che permette di realizzare bordure, siepi o semplici macchie di colore in qualsiasi giardino. In queste settimane possiamo mettere a dimora le sue radici rizomatose: si acquistano per poco ed è sufficiente interrarle per ritrovarsi a primavera con piante meravigliose.

Il suo nome si fa risalire al greco “paionia”, cioè salutare, probabilmente perché si riteneva che le sue radici avessero virtù medicinali. Secondo alcuni studiosi invece il nome sarebbe da ricollegare a “Paeon” medico delle divinità greche. 

Secondo la mitologia greca, Paeon era uno studente bello e intelligente tanto da aver indotto in Ascleppio, suo insegnante, una malsana gelosia. Questi decide un giorno di ucciderlo e Zeus, per evitarlo, lo trasforma in una pianta dai fiori meravigliosi.

Secondo invece un’altra leggenda la peonia nasce dalle lacrime versate da Diana, dea della caccia, dopo aver ucciso per errore il suo amato Orione.

Forse per questo, pare che questo fiore fosse l’unico ad essere coltivato sull’Olimpo.

È un fatto che questa pianta è sempre stata caricata di virtù particolari. I suoi semi venivano in antichità impiegati per formare delle collane con cui proteggere i figli dal malocchio, ma anche per alleviare il dolore della dentizione ai neonati. 

Un’antica leggenda cinese racconta che l’imperatrice di nome Wu Tutian, dispotica al punto da voler comandare su ogni cosa, in un giorno d’inverno ordinò ai fiori del suo regno di chiudersi nello stesso momento. Tutti, in segno di ossequio, le obbedirono tranne la peonia. Furente per quell’orgoglioso rifiuto, l’imperatrice diede ordine che ogni esemplare venisse sradicato e trapiantato su alte montagne coperte di neve. La peonia non solo sopportò il castigo e il gelo, ma a primavera si mise a fiorire magnificamente. Da qui forse l’antico nome cinese della peonia arborea che significa “Re dei fiori”.

Fioriscono una sola volta all’anno e per un periodo di tempo abbastanza breve. I loro fiori spettacolari sono delicati, tanto che a volte basta un temporale violento per rovinarli irrimediabilmente. Nonostante ciò il loro fascino è enorme e le loro fioriture esplosive, profumate ed eleganti, sono tra i più esaltanti spettacoli della primavera. Hanno inoltre un fogliame decorativo, richiedono poche cure e sono molto longeve.  

Tante specie e numerosi ibridi

L’affascinante mondo delle peonie comprende 33 specie che vengono suddivise in due grandi generi: le arbustive e le erbacee. 

La prima, altrimenti detta “moutan”, suffruticosa, “arborea”, o più popolarmente “legnosa”, è antichissima. Le prime piante allo stato spontaneo furono infatti scoperte in Cina circa 1.500 anni fa. L’origine orientale di questa pianta è testimoniata anche dal fatto che i suoi bellissimi fiori sono spesso stati rappresentati dagli artisti cinesi sulle porcellane, sulle lacche e sui tessuti tipici. In natura le peonie sono presenti soltanto nell’emisfero boreale e sono distribuite in una fascia compresa fra il 25° e il 67° parallelo Nord; sono piante che si possono trovare in zone collinari o montane e che caratterizzano, ad esempio, l’altopiano del Gennargentu in Sardegna, vicino al Tempio Pausania, grazie alle particolari condizioni climatiche.

Le specie arbustive

Le peonie arbustive producono dei veri e propri rami legnosi sui quali in primavera spuntano i getti portanti foglie e fiori e possono superare anche i 2 metri di altezza e altrettanti di diametro. Sono piante molto eleganti e decorative anche quando non sono in fiore.  Le peonie “cinesi” sono le più diffuse nei nostri giardini. I fiori grandi, talvolta stradoppi, superano anche i 20 centimetri di diametro e fioriscono da maggio-giugno. Particolarmente apprezzati come fiori da taglio, hanno spesso un intenso profumo di rosa antica e sfumature di colore assai raffinate nella scala cromatica del rosso e del bianco. 

Tra le specie arbustive è la Paeonia lutea, originaria della Cina e del Tibet, a essere protagonista. Fiorisce a maggio con fiori semplici, larghi 5 cm, profumati e di colore giallo. Altrettanto diffusa è la Paeonia suffruticosa ( o P. moutan), una specie arbustiva con fiori che raggiungono 15 cm di diametro, semplici, con petali bianchi macchiati alla base di rosa, rosso, magenta o porpora. Dall’incrocio tra le diverse specie si sono ottenuti molti ibridi con fiori grandi, doppi, di svariati colori. 

Gli ibridi di Itoh

Creati dal giapponese Toichi Itoh agli inizi del 1960, sono il risultato di un incrocio tra la peonia arbustiva “Alice Harding” e la peonia erbacea “Kakoden”. Dal genere arbustivo hanno ereditato la forma, le caratteristiche delle foglie e il colore del fiore (spesso giallo intenso e profumato). Dell’erbaceo hanno assunto il comportamento, perché in inverno perdono la chioma per rinnovarla a primavera.  

Le specie erbacee

La caratteristica principale delle peonie erbacee è quella di avere la parte aerea che muore durante l’inverno; i ricacci primaverili partono direttamente dal colletto delle radici, pochi centimetri sotto terra. Le radici carnose, che rappresentano il serbatoio di accumulo delle sostanze di riserva permettono alla pianta di superare la stagione fredda senza danni; le peonie erbacee sviluppano quindi ogni anno numerosi fusti, alti da 60 cm a un metro, che portano le foglie e sulla sommità i bottoni fiorali. Con il passare degli anni, gli steli diventano sempre più numerosi e il cespuglio si ingrandisce fino asuperare il metro di diametro. 

Tra le erbacee, la più diffusa è probabilmente la Paeonia lactiflora (o ambiflora), originaria della Mongolia e della Siberia, caratterizzata da fiori larghi 8-10 cm, profumati, di colore bianco, con stami gialli. La specie tipica non è molto coltivata, ma lo sono le numerose varietà a cui ha dato origine, tante da rendere necessaria una classificazione a se stante: ne abbiamo a fiori semplici, semidoppi, a fiore d’anemone o doppi. 

Quando piantarle

L’autunno è il periodo migliore sia per le specie erbacee sia per quelle arbustive. Possiamo anche mettere a dimora queste piante in primavera, purché acquistate in vaso e senza toccare il pane di terra. In questo caso dobbiamo prevedere che daranno il meglio di sé l’anno successivo.

La posizione ideale

La posizione ideale per le specie erbacee è quella soleggiata o comunque molto luminosa; all’ombra non fioriscono. Le specie arbustive mostrano invece di preferire una posizione più protetta dal sole diretto, spcialmente nelle ore più calde della giornata.

Le radici che acquistiamo ora recano una o più gemme. Vanno interrate in modo che le gemme siano coperte da 4-5 cm di terra.

Il terreno

Il terreno in cui andiamo a porre le nostre peonie deve essere ben lavorato, leggero (eventualente aggiungiamo sabbia di fiume o terriccio per cactacee), ben drenato. Al momento della messa a dimora, mescoliamo alla terra del letame maturo, anche pellettato, o del concime organo-minerale a lenta cessione. Torniamo a concimare all’inizio della primavera.

L’irrigazione

Forniamo alla pianta l’acqua necessaria a mantenere il terreno appena umido. La pianta sopporta bene la siccità, ma deperisce rapidamente in presenza di eccessiva acqua nel terreno. In giardino possiamo intervenire in caso di siccità, mentre in vaso dovremo assicurarle una maggiore regolarità, specialmente durante la fioritura.

In vaso

Le peonie hanno tutte un importante apparato radicale, caratteristica che non le rende ideali per la coltivazione in vaso. Infatti le specie erbacee tendono a riempire velocemente il vaso e, venendo a mancare lo spazio e i nutrienti, smettono di fiorire. Più facili per questo sono le specie arbustive, la cui crescita lenta permette di godere per più tempo della pianta.

In ogni caso scegliamo fin dall’inizio un contenitore di almeno 40 cm di diametro e di profondità e sostituiamolo con uno più grande alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa. 

Usiamo un terriccio di tipo universale alleggerito con sabbia (10%) e arricchito con abbondante letame pellettato. Dall’inizio della primavera fino all’autunno annaffiamo la pianta con regolarità aggiungendo, ogni due settimane, del concime liquido per piante da fiore.

La potatura

Le specie erbacee vanno tagliate a fine autunno a pochi centimetri dal terreno. A primavera ricacciano e crescono rapidamente, ogni anno più grandi di prima. Le specie arbustive vanno potate moderatamente, quanto basta ad eliminare i rami che si sovrappongono o limitare quelli troppo cresciuti; in ogni caso non tagliamo mai più di un terzo della vegetazione.

Per tutte le specie tagliamo i fiori appena appassiscono, avendo l’accortezza di lasciare sempre almeno due foglie sullo stelo.

La moltiplicazione

È possibile moltiplicare le peonie per seme; il periodo migliore è settembre. Le piante così ottenute devono però restare in area protetta (vivaio, serra) per tre anni prima di essere messe a dimora. Inoltre sono necessari altri cinque anni prima che queste piante fioriscano.

Più velocemente si possono ottenere nuove piante dividendo in autunno i rizomi, tagliandoli in modo che ognuno presenti almeno una gemma.

È possibile anche la moltiplicazione per talea delle specie arbustive; la talea legnosa si ottiene in ottobre.

Malattie e cure

I problemi maggiori a queste piante possono derivare dalla diffusione di funghi che attaccano le radici. Parliamo  della famigliola, un fungo molto aggressivo che si installa quando l’umidità del terreno è eccessiva. Oidio e ruggine a carico del fogliame possono insorgere in presenza di elevata umidità: si consiglia per questo di evitare di bagnare le foglie durante e annaffiature.

E non finisce qui

 Raccontateci la vostra esperienza, inviate commenti e osservazioni; potremo arricchire l’articolo.

Ceanoto

Il Ceanoto

Ceanothus thyrsiflorus – Rhamnacee

Tipo: arbusto ornamentale
Origine: America settentrionale
Adatta per: giardino, terrazzo
Difficoltà di coltivazione: facile

Arbusto o piccolo albero dal portamento compatto e dal fogliame persistente; è una delle più rustiche del genere. Le sue foglie brillanti, di colore verde scuro, sono oblunghe e segnate da profonde nervature. Produce in maggio e giugno piccoli fiori di colore blu chiaro raccolti in pannocchie ascellari di circa 8-10 cm di lunghezza.

Fioritura: maggio, giugno
Colore dei fiori: lilla

Posizione: Soleggiata ma riparata dai venti

Temperatura: Pianta rustica; non teme il freddo invernale.

Terreno: Ordinario, leggero e ben drenato.

Irrigazione: Regolare durante tutto il periodo vegetativo, specialmente nei primi due anni dall’impianto.

Concimazione: In piena terra è bee prevedere una buona concimazione di base con letame maturo; in vaso fornire oni due settimane un concime per piante da fiore.

Potatura: Le piante giovani si potano all’inizio della primavera per dar loro una forma più arrotondata.

Moltiplicazione: Per talea, in luglio, prelevando rametti con u pezzetto di ramo portante. Si mettono a dimora dopo due inverni.
Semina:
Trapianto/rinvaso: aprile, maggio, settembre

Malattie e parassiti: Clorosi

Note:

Deutzia

La Deutzia

Deutzia gracilis – Saxifragaceae

Tipo: arbusto ornamentale
Origine: Giappone
Adatta per: giardino
Difficoltà di coltivazione: facile

Arbusto ornamentale alto 1-1,5 metri che crea un denso cespuglio con foglie dentate e appuntite. I fiori, a forma di stella, di colore bianco puro, riuniti in pannocchie erette, lunghe 6-8 cm, sbocciano in giugno. Da questa specie sono stati originati diversi ibridi.

Fioritura: giugno
Colore dei fiori: bianco

Posizione: cresce bene in pieno sole, ma non disdegna posizioni anche più riparate

Temperatura: rustica, ma teme il vento freddo

Terreno: ordinario, mediamente fertile, ben drenato

Irrigazione: regolare nei primi anni

Concimazione: una concimazione primaverile con letame pellettato favorisce la crescita e la fioritura

Potatura: in luglio si tagliano i fusti fioriferi a livello del terreno er indurre la crescita di nuovi germogli

Moltiplicazione: per talea semilegnosa in luglio-agosto; per talea legnosa in ottobre
Semina:
Trapianto/rinvaso: ottobre, febbraio

Malattie e parassiti: —

Note: per formare una siepe è bene mettere una pianta ogni 20 cm

Forsizia

La Forsizia

Forsythia x intermedia – Oleacee

Tipo: arbusto da fiore
Origine: Cina, Giappone
Adatta per: terrazzo, giardino
Difficoltà di coltivazione: facile

Arbusto vigoroso di cui si commercializzano le varietà orticole (x intermedia). Ha portamento compatto, eretto, con foglie verde scuro lanceolate, seghettate ai margini, lunghe fino a 10 cm. I fiori sono giallo oro, riuniti in gruppi di 2-3 sui rami dell’anno precedente e sbocciano in marzo-aprile, prima della comparsa delle foglie.

Fioritura: marzo, aprile
Colore dei fiori: giallo

Posizione: soleggiata o comunque molto luminosa. La quantità di sole influisce direttamente sulla velocità di crescita e la fioritura

Temperatura: specie rustica insensibile al freddo anche intenso e prolungato

Terreno: ordinario, mediamente fertile, ben drenato

Irrigazione: regolare nei primi due anni; una volta ben assestata si accontenta delle precipitazioni

Concimazione: in primavera, i primi anni, per favorirne lo sviluppo

Potatura: limitare la crescita potando dopo la fioritura, accorciando i rami che hanno fiorito

Moltiplicazione: per talea in ottobre; le nuove piante si mettono a dimora l’anno successivo
Semina:
Trapianto/rinvaso: marzo, ottobre, novembre

Malattie e parassiti:

Note: Per formare una siepe, prevedere una pianta ogni 30 cm

Amamelide

L' Amamelide

Hamamelis x intermedia – Hamamelidacee

Tipo: arbusto ornamentale
Origine: orticola
Adatta per: terrazzo, giardino
Difficoltà di coltivazione: facile

Specie orticola che raggiunge 2-3 metri di altezza, a crescita rapida, ottenuto dall’incrocio dell’H. japonica e l’ H. mollis. Le sue foglie diventano gialle in autunno, i fiori, increspati e attorcigliati, larghi 2,5-3 cm con petali gialli, compaiono in febbraio. È disponibiile in numerose varietà con fiori rossi o rame chiaro.

Fioritura: febbraio
Colore dei fiori: giallo

Posizione: assolata, ma si accontenta di posizioni luminose

Temperatura: pianta rustica, non teme il gelo invernale

Terreno: ordinario, mediamente fertile, ben drenato

Irrigazione: regolare solo i primi anni

Concimazione: a primavera per indurre un maggior sviluppo

Potatura: dopo la fioritura si recidono i rami irregolari degli esemplari adulti

Moltiplicazione: per propaggine a settembre; per talea a settembre
Semina: ottobre
Trapianto/rinvaso: ottobre, novembre, marzo

Malattie e parassiti: —

Note:

Oleandro

L' oleandro

Nerium oleander – Apocynacee

Tipo: perenne da fiore
Origine: Mediterraneo

Adatta per: terrazzo, giardino
Difficoltà di coltivazione: molto facile

Arbusto sempreverde che assume, col tempo, un portamento di piccolo albero alto fino a 6 metri. Ha foglie coriacee, lanceolate, con margine intero e nervatura centrale prominente. I fiori, tubolosi, larghi 3-4 cm, sono riuniti in racemi terminali. Esistono di quasi tutti i colori tranne il blu; compaiono nel periodo estivo e persistono fino all’arrivo dell’inverno.

Fioritura: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Colore dei fiori: bianco, rosa, rosso

Posizione: assolata o mezz’ombra

Temperatura: pianta rustica, resiste al freddo invernale, ma teme il gelo che può rovinare, se prolungato, la parte aerea che però si riforma a primavera.

Terreno: ordinario, fertile, ma anche povero e sabbioso purché ben drenato

Irrigazione: regolare nei primi anni; la pianta adulta si accontenta delle precipitazioni

Concimazione: a primavera con letame maturo per favorire il risveglio vegetativo

Potatura: dopo la fioritura si accorciano i germogli fioriferi a metà della lunghezza; nello stesso periodo, se si desidera il portamento ad alberello, si tagliano i getti laterali alla base.

Moltiplicazione: per talea in giugno-luglio prelevando una cima non fiorifera; per seme in aprile
Semina: aprile
Trapianto/rinvaso: marzo

Malattie e parassiti: rogna dell’oleandro (si cura tagliando la parte attaccata e trattando con fungicida rameico)

Note: per formare una siepe è bene prevedere una pianta ogni 30 cm